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“Fantasmi” è il sesto racconto del volume “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” – Adelphi 1986 Il racconto presenta alcuni casi d fantasmi sensoriali che, in termini neurologici, sono l’immagine o il ricordo persistente di una parte del corpo anche dopo mesi o anni dalla sua perdita. Il “fantasma” di una mano amputata , per esempio, non è fatto solo dalla sensazione di possedere ancora l’arto ma, in alcuni casi, dalla completa sensibilità di quest’ultimo. Ad alcuni pazienti dolgono dita o mani o gambe che non possiedono da decenni, e per infilare una protesi su di una gamba amputata al ginocchio, essi fisicamente e psichicamente infilano l’arto inesistente su quello artificiale, come se possedessero una mappa dell’intero corpo che un’amputazione violenta e velocissima ha lasciato intatta.. Ho scattato questa fotografia da un viadotto sovrastante uno scalo ferroviario. La continuità dei binari ormai in disuso è interrotta, per poter essere transitata, da uno sbrigativo strato di ghiaia. Il binario è morto e totalmente chiuso al traffico, ma al passaggio del treno su un binario attivo, dieci metri più in là, la ghiaia aveva un fremito e si avvertiva una vibrazione diffusa a tutta la rete. Ho sentito il tutto come parte di un'unica rete nervosa, e ripensato ai fantasmi dei pazienti di Sacks. |