“Il cane sotto alla pelle”



 “Il cane sotto alla pelle” è il 18° racconto del volume “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” – Adelphi 1986

Il racconto descrive il caso di un individuo che si ritrova del tutto improvvisamente a disporre di una straordinaria accentuazione sensoriale. Per cause ignote, la sua vista percepisce con un’estensione ed una precisione illimitata le sfumature di colore e i dettagli di ogni forma; la stessa accentuata capacità selettiva interessa l’odorato e la capacità immaginativa, al punto che colore e odore diventano di gran lunga i dati più importanti, più pregnanti e di conseguenza più importanti di qualsiasi altra forma di conoscenza. Nel riconoscere gli individui dal loro odore scoprì che in questo odore c’era molta più ricchezza, varietà e verità di qualsiasi conoscenza dialettica. Era un mondo straordinariamente ricco di sfumature e di sensazioni, un mondo oggettivo e privo di schermature, dove l’eccitazione sessuale, l’ira, e tutti gli stati d’animo degli individui che incontrava erano immediatamente intelleggibili, non più schermati.

Ho realizzato questa immagine a Venezia, sul Ponte della Paglia. Pensavo all’odore e al colore come proprietà legate ad ogni individuo ma libere dalla sua forma, perché se il valore, la conoscenza più vera è acquisita attraverso la percezione di odore e sfumature allora i tratti somatici di una persona diventano del tutto superflui, poco interessanti e, in ogni caso, inattendibili. Riconoscere un atteggiamento ostile o benevolo, la natura di un individuo attraverso l’odorato finisce per forza di cose col privare di significato la forma di ciò che lo circonda, a percepirne la sostanza libera dal corpo, non più contenuta e compressa. Ho scattato sei volte a 1/6 del tempo di otturazione necessario, variando il fuoco ad ogni esposizione in modo d’avere dettagli in primo piano e sullo sfondo con la medesima precisione.