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Ho scattato questa fotografia alla stazione ferroviaria di Belluno, nel settembre 2002. Pensavo ai punti di contatto tra i casi che Sacks racconta nel libro. Punti di contatto sotterranei, che non attengono all’aspetto esteriore dei diversi deficit od accessi né alle cause degli stessi, ma all’unica via d’uscita, all’unica guarigione possibile. Ne “Il marinaio perduto” il paziente recupera quiete e coscienza di sé, e serenità, sfuggendo alla labilità mnemonica della sua esistenza, unicamente affidandosi al rituale liturgico della messa, o a quell’altra speciale ritualità liturgica che consiste nell’occuparsi quotidianamente di un giardino; ne “Il melomane enciclopedico” solo il canto e la musica liberano il paziente dall’oppressione della propria spaventosa memoria (una patologia speculare a quella de “Il marinaio perduto”); in “Omicidio” è ancora la tranquilla cura di un giardino ad aiutare a dimenticare l’orrore, ne “La disincarnata” è il costruire le azioni con la vista e con la mente, l’imporre l’inizio e la fine di un movimento a renderlo possibile, ne “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” è ancora la musica a permettere un’esistenza accettabile. La musica è un luogo. Parcellizzata, non ha alcun senso. Ciò che noi facciamo quando ascoltiamo è legare le note precedenti alle seguenti all’interno di uno sviluppo che ha inizio e fine, ed è il basso continuo della nostra attenzione e della nostra emozione a riunire suoni incoerenti, presenti per frazione di secondo, in un desiderio d’ordine. I pazienti di Sacks non hanno, chi più chi meno, più passato né futuro; vivono in un presente assolutamente impotente, sono viaggiatori che sostano inebetiti in una stazione che non ha orari, arrivi, partenze, destinazioni, dove tutto avviene simultaneamente e, nello stesso istante, non è mai accaduto. Ho esposto una prima volta la parte superiore dell’immagine, facendo in modo che un riflesso rendesse il più possibile illeggibile l’ora, poi impressionato la parte bassa del negativo con scatti ripetuti di pensiline e rotaie di altre stazioni. |